ref:topbtw-4195.html/ 31 Marzo 2025
Le sentenze farlocche:L'intelligenza artificiale s'inventa le sentenze giudiziali
Una recente decisione del Tribunale di Firenze, sezione imprese RG 11053/2024 sul tema dell'utilizzo non autorizzato di un marchio,
segnala che i Giudici hanno rigettato la richiesta di condanna ex. art. 96 cpc per via del fatto che nell'atto, realizzato
con Intelligenza artificiale (di seguito AI) di ChatGPT, venivano citate sentenze, come precedenti, non solo sbagliate ma inventate.
A seguito di un attività di verifica a mezzo di scambio di note nel corso del giudizio, quando è emersa la stranezza secondo quanto
riportato dai Giudici in sentenza, leggiamo:
"il difensore della società costituita ha dichiarato che i riferimenti giurisprudenziali citati nell'atto sono stati
il frutto della ricerca effettuata da una collaboratrice di studio mediante lo strumento dell'intelligenza artificiale "ChatGPT",
del cui utilizzo il patrocinatore in mandato non era a conoscenza".
In buona sostanza, pur di dare ragione al suo richiedente, l'Ai ha generato precedenti inesistenti e li avrebbe quindi "formati"
in modo da sembrare veri.
Inoltre l'Ai non ha mostrato ritrosie o controspinte cautelari, tali da avvertire l'umano che il lavoro avrebbe
potuto non essere esatto.
Il suo principale scopo sembrerebbe essere stato di sfruttare il metodo dei precedenti per ingannare il giudice.
Il rischio nell'avvalersi di un sistema che può realizzare una contraffazione, non è solo quello di doversi scusare.
Si parla di "diritti", fattispecie che possono cambiare la vita di persone e avere ragione sulla base di un artificio
capziosamente creato.
Anche e soprattutto qualora manchi la supervisione e il controllo.
L'aspetto inquietante è che l'Ai potrebbe aver cercato di avere ragione.
Siamo in presenza di un "qualcosa" che potrebbe qualificarsi come un'evoluzione della veridizione basata
sulla "best evidence" (di stampo USA) che l'Ai non si limita a subire ma elabora.
Umberto Eco a proposito dell'uso dei calcolatori ebbe a proferire:
"Il computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide, anzi è una macchina stupida che funziona
solo nelle mani delle persone intelligenti".
Mentre la riflessione di Stephen Hawking sul tema di un'Intelligenza Artificiale più avanzata fu:
"Le forme primitive di intelligenza artificiale che abbiamo già sono state molto utili.
Ma credo che lo sviluppo di un'intelligenza artificiale completa potrebbe mettere fine al genere umano".
Il fenomeno é abbastanza comune nel diritto.
Il sottoscritto ha già avuto modo di confrontarsi con persone che chiedono una consulenza legale, ad esempio sui ricorsi ACF o
nelle mediazioni in diritto di Famiglia o nel settore ereditario, opponendo quello che la ricerca con una App di Ai gli riferisce.
Alcuni pensano di fare da soli.
Si scrivono le lettere legali o i reclami usando queste App.
Delegano i loro interessi a una risposta data da una Ai.
Lo stesso accade nella contrattualistica, dove si chiede all'Ai di elaborare il contratto, lo statuto o l'accordo.
E' uno strumento che andrebbe utilizzato in maniera prudente e questa decisione dei giudici di Firenze potrebbe essere letta
anche come l'ennesimo segnale di allarme.
Marco Solferini, legale, consulente Aduc, delegato sede Bologna: http://www.aduc.it
( Redazione )
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