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ref:topbtw-4411.html/ 15 Gennaio 2026



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Europa


Pescherecci

Le telecamere a bordo..ed altro..


I danni umani e materiali come quelli dei due pescherecci di Mazara del Vallo ( 2020 ), così come quella del peschereccio sequestrato in Gambia ( 2015), così come le diverse collisioni "misteriose", da quella della Moby Prince del lontano anno 1991 a quella della "Ulysse" nell'anno 2018 , così come molti altri incidenti marittimi dovute a negligenze tipo Costa Concordia ( 2013 ) potrebbero essere facilmente evitati.

Non solo evitati ma, in modo univoco , le cause e le responsabilità di ogni incidente, possono essere determinate senza dubbi di sorta.

La tecnologia esiste da anni e permette agli armatori di "essere a bordo" della loro nave pur stando in una sala di controllo radar posta a migliaia di chilometri di distanza dalla sua posizione in mare.

A bordo di pescherecci, navi, yachts, è possibile installare una unità radar-televisiva controllata da qualsiasi distanza.

L'immagine captata dal radar installato a bordo viene inviata a terra alla stazione di comando e controllo attraverso un sistema di trasmissione satellitare con copertura globale.

L'operatore a terra, nella sala di comando e controllo, può regolare i principali parametri del radar e può facilmente identificare qualsiasi eco sospetto.

Nella sala di comando e controllo vi è un primo schermo con le immagini provenienti dalla nave ed un secondo schermo ove le immagini vengono elaborate al fine di determinare facilmente la direzione e la velocità dell'imbarcazione localizzata nonché la sua posizione geografica.

All'immagine radar si possono aggiungere quattro immagini televisive:
per esempio per sorvegliare la plancia di comando, la sala macchine, il ponte principale, e poi qualche altra area di particolare interesse.

Nel caso dei pescherecci, per esempio, la zona del verricello.

Anche le telecamere di bordo sono controllate da remoto, permettendo all'operatore di cambiare la zona di visione e di ingrandire dettagli di particolare interesse.

Con l'installazione del radar a controllo remoto si ottengono tre importanti risultati.

Primo:
si localizzano tutte le imbarcazioni nelle vicinanze della nave incluse quelle in rotta di collisione, ed anche tutti gli eventuali ostacoli alla navigazione, sia fissi che galleggianti ( boe, container persi, scogli affioranti ) registrando sia le immagini radar che quelle delle telecamere di bordo.

Secondo:
Qualsiasi situazione pericolosa è monitorata dal personale dell'armatore, che, dalla sala di controllo a terra, segue ogni attività a bordo.

Terzo:
L'operatore a terra inoltre, è in grado di allertare sia l'equipaggio che eventuali soccorsi per attuare interventi tempestivi.

In caso di grave incidente il sistema permette di seguire tutte le fasi dei soccorsi dalla sala radar di terra e di coordinare al meglio le attività dei soccorritori.

Insomma collisioni, sconfinamenti in acque territoriali interdette, passaggi troppo ravvicinati alla costa, etc. non sarebbero più possibili o, nel caso avvenissero, le responsabilità sarebbero certe e senza ombra di dubbio.

Questa tecnologia esiste da anni ed è pure di facile utilizzo .
Tutte le informazioni si trovano anche sul web ed i dettagli cliccando su:

EUROPESCA

Da "economia del mare.."

Dal 10 gennaio 2026 è scattato formalmente l’obbligo per tutte le unità di pesca, comprese quelle precedentemente escluse dai regolamenti comunitari, di dotarsi di un sistema di gestione video (VMS – Video Management System), ma il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha predisposto un periodo di transizione per consentire l’adeguamento tecnologico sull’intera flotta, tenendo conto dei tempi necessari per l’installazione degli impianti e delle articolate procedure da seguire.

In tal modo, si eviterà un blocco delle attività non imputabili all’inosservanza delle norme da parte degli armatori e si consentirà un progressivo adeguamento delle imbarcazioni, come precisato da una apposita circolare ministeriale, di pari passo con l’avanzamento delle attività tecniche e la disponibilità sul mercato delle dotazioni definitive.

Il quadro normativo europeo

La normativa comunitaria stabilisce che gli Stati membri dell’Unione Europea siano tenuti a monitorare la propria flotta peschereccia, ovunque essa operi, per controllare le attività di sfruttamento delle risorse ittiche.

Il sistema nazionale di controllo della pesca

L’Italia si è dotata di un sistema nazionale di localizzazione e controllo delle proprie unità da pesca denominato SCP (Sistema di Controllo Pesca) che ha lo scopo di individuare, archiviare e rappresentare la posizione delle imbarcazioni su apposita interfaccia grafica, per la gestione operativa delle informazioni.

In questo contesto, le unità da pesca sottoposte a controllo devono dotarsi di apposito dispositivo di bordo per trasmettere le informazioni relative alla posizione dell’imbarcazione, i rapporti di pesca, le emergenze e gli allarmi.

Il percorso di adeguamento tecnico

Il ministero ha quindi avviato, con il Centro di Controllo Nazionale della Pesca (CCNP) del Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto, l’iter tecnico-amministrativo volto a garantire l’efficace integrazione dei nuovi apparati di bordo con il Sistema di Controllo Pesca nazionale, che prevede diverse fasi propedeutiche, dalla definizione e approvazione delle specifiche tecniche, all’esecuzione di test sui prototipi, all’approvvigionamento e distribuzione sul mercato dei dispositivi omologati, fino alla pianificazione e all’esecuzione massiva delle installazioni sulle unità di pesca interessate.


EUROPESCA



( Gi.Com. )


L'ITALIA che NON MUORE....

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