ref:topbtw-4413.html/ 17 Gennaio 2026

Una semplificazione attesa e concreta per almeno 500 micro e piccole imprese mestrine del settore del benessere.
Con la Legge di Bilancio 2026, infatti, è arrivata l’esclusione di parrucchieri, centri estetici e tatuatori dall’obbligo di iscrizione al RENTRI,
il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti.
La modifica all’articolo 188-bis del Codice dell’Ambiente recepisce una richiesta avanzata da tempo dalle categorie a livello nazionale,
che avevano più volte segnalato come gli adempimenti previsti dal RENTRI risultassero sproporzionati rispetto alla dimensione
e alla tipologia delle attività del comparto.
«È un risultato importante, frutto di un confronto serio e continuo con le istituzioni»,
sottolinea Claudio Gambato, presidente della categoria Benessere della CGIA di Mestre.
«Parliamo di imprese artigiane, spesso a conduzione familiare, che rischiavano di essere appesantite da obblighi digitali complessi e costosi, senza reali benefici ambientali».
L’esclusione dal RENTRI rappresenta un intervento di semplificazione normativa di rilievo, soprattutto in territori come il Veneto,
dove le imprese del comparto benessere superano quota 14.000.
L’obbligo di iscrizione avrebbe infatti comportato nuovi oneri amministrativi, investimenti in formazione e una gestione informatica
non sempre compatibile con la struttura delle micro imprese.
«Non si tratta di abbassare l’attenzione sull’ambiente», precisa Gambato, «ma di applicare regole proporzionate.
La sostenibilità passa anche dalla capacità di costruire norme che le imprese possano davvero rispettare».
Resta infatti fermo l’obbligo di una corretta gestione dei rifiuti prodotti dall’attività.
Parrucchieri, estetisti e tatuatori dovranno continuare a smaltire i rifiuti pericolosi — come aghi, lame monouso e materiali contaminati —
esclusivamente tramite operatori autorizzati, conservare i formulari di identificazione dei rifiuti (FIR) in formato cartaceo ed effettuare
lo smaltimento con una periodicità almeno annuale.
Una distinzione netta, dunque, tra semplificazione burocratica e responsabilità ambientale.
«La norma va nella direzione giusta», conclude Gambato, «perché tutela l’ambiente senza penalizzare chi lavora correttamente ogni giorno
nei saloni e nei centri benessere».
Link.
https://www.cgiamestre.com/rentri-esclusi-dalliscrizione-parrucchieri-centri-estetici-e-tatuatori/
( Ufficio studi CGIA )

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